Visitare i siti archeologici in Campania. Ecco un elenco completo

Napoli ed i suoi immediati dintorni custodiscono un patrimonio archeologico di inestimabile valore, tra i primi al mondo.

Si pensi ad esempio al parco archeologico dei Campi Flegrei: Cuma, Baia, Anfiteatro Flavio e i fori di Pozzuoli. Sono collegati in maniera diretta al centro di Napoli attraverso il servizio della ferrovia Cumana. L’area vesuviana: scavi di Pompei, di Ercolano e di Oplontis, sono riportati nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e sono collegati direttamente alla città partenopea la ferrovia Circumvesuviana.

Di seguito un elenco dei principali siti archeologici della Campania

Terme di Santa Chiara

Si sviluppa sotto la basilica di Santa Chiara ed oltre ad una sezione museale in cui vengono esposte anfore, oggetti di ceramica e marmi risalenti al II e III secolo d.C., il sito possiede quello che molto probabilmente è il più rilevante complesso termale di Napoli.

Crypta Neapolitana

Ubicata all’interno del parco Vergiliano a Piedigrotta, la crypta sostanzialmente è una galleria scavata nel tufo lunga 711 metri e che rientrava in un piano di lavori dei romani che intesero realizzare in quel periodo diverse infrastrutture militari. Dopo la caduta dell’impero, la galleria non andò in disuso ma fu utilizzata per fini civili in quanto riusciva a collegare agevolmente due zone della città molto distanti tra loro, Mergellina con Fuorigrotta. La galleria subì nei secoli successivi dei lavori di adeguamento che iniziarono nel XV secolo sotto il dominio di Alfonso V d’Aragona e perdurarono fino al regno di Giuseppe Bonaparte quando fece installare all’interno lampade ad olio. Molte sono le leggende che ruotano attorno alla crypta neapolitana, su tutte quella che vuole che sia stato il poeta latino Virgilio, sepolto nei pressi dell’ingresso orientale della galleria, a scavarla.

Decumani di Napoli

Costituiscono le vie più importanti del centro antico di Neapolis. Anche se vengono consuetudinariamente chiamate col termine istituito dai romani decumano. Le suddette vie, che tagliano da ovest a est la città, sono parallele tra loro e sono, da nord a sud. Le stesse vengono tagliate perpendicolarmente da un numero di cardini che sono stimabili ad un numero variabile che va dai venti ai ventiquattro vicoli. L’intero impianto stradale conserva oggi un numero importante di monumenti, chiese, e siti archeologici, ed inoltre custodisce il cuore del centro storico di Napoli.

La Galleria Borbonica

Complesso di cunicoli ed ambienti scavati nel sottosuolo della città, il sottosuolo di Napoli, rappresenta molto probabilmente il sito archeologico più vasto di Napoli pari al 60% della città sorta in superficie. Risalente all’epoca greca, quando vennero scavati i terreni per estrarre il tufo, la struttura ha poi subito le influenze delle epoche successive diventando prima un acquedotto durante il periodo romano, poi un rifugio per i cittadini napoletani durante la seconda guerra mondiale. Sotto quest’ultimo aspetto, risultano molto suggestive infatti le incisioni ed i graffiti dei rifugiati che testimoniavano quotidianamente ciò che accadeva sopra il livello della strada.

Parco archeologico di Posillipo

Il parco si trova sulla collina di Posillipo, fuori dal nucleo antico della città. Offre la possibilità di visitare diversi frammenti archeologici di epoca romana, nonché importanti siti, come: il teatro Odeon, la villa imperiale di Pausylipon, il parco sommerso di Gaiola, il palazzo degli Spiriti e la grotta di Seiano

Scavi di San Lorenzo Maggiore

Ubicati sotto il complesso di san Lorenzo Maggiore, gli scavi mostrano i resti del lato commerciale che si sviluppava in quell’area dell’antica agorà greca, corrispondente all’attuale piazza San Gaetano. Il sito, risale al IV secolo a.C. con alcuni innesti del periodo imperiale, è in effetti di recente costituzione essendo i lavori di scavo attuati negli anni ’80 e terminati solo agli inizi di quelli ’90.

Area archeologica di Ercolano

Ritenuto uno dei siti archeologici più famosi al mondo si tratta di un centro abitato distrutto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. L’antica Ercolano risentì così ampiamente dell’influsso di Neapolis che può essere considerata un suo suburbio. Anche la pianta a scacchiera dell’insediamento ricalca fedelmente, in versione ridotta, quella della vicina Neapolis. I suoi tesori e quelli provenienti da tutta l’area vesuviana sono custoditi nel MANN.

Scavi archeologici di Pompei

Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti della città di Pompei antica, presso la collina di Civita, alle porte della moderna Pompei, seppellita sotto una coltre di ceneri e lapilli durante l’eruzione del Vesuvio del 79, insieme a Ercolano, Stabia e Oplonti.

I ritrovamenti a seguito degli scavi, iniziati per volere di Carlo III di Borbone, sono una delle migliori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell’epoca.

Il sito di Pompei, nel 2016, ha superato i tre milioni di visitatori, risultando il terzo sito museale statale più visitato in Italia dopo il Pantheon e il circuito archeologico del Colosseo, Foro Romano e Palatino.

Parco Archeologico di Paestum e Velia

Il Parco Archeologico di Paestum e Velia è un istituto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali dotato di autonomia speciale, iscritto dal 1998 nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

Il Parco ha competenza territoriale sul museo e sull’area archeologica di Paestum, sul Museo narrante di Hera Argiva alla foce del Sele, sull’area dell’ex stabilimento della Cirio, sulle mura di cinta e sulle altre aree archeologiche conferite.

Orari

Dal lunedì alla domenica, dalle ore 9:00 alle 19:30 (ultimo ingresso 18:45): prenotazione consigliata, ma non obbligatoria;

Napoli ed i suoi immediati dintorni custodiscono un patrimonio archeologico di inestimabile valore, tra i primi al mondo.

Si pensi ad esempio al parco archeologico dei Campi Flegrei: Cuma, Baia, Anfiteatro Flavio e i fori di Pozzuoli. Sono collegati in maniera diretta al centro di Napoli attraverso il servizio della ferrovia Cumana. L’area vesuviana: scavi di Pompei, di Ercolano e di Oplontis, sono riportati nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e sono collegati direttamente alla città partenopea la ferrovia Circumvesuviana.

Di seguito un elenco dei principali siti archeologici della Campania

Terme di Santa Chiara

Si sviluppa sotto la basilica di Santa Chiara ed oltre ad una sezione museale in cui vengono esposte anfore, oggetti di ceramica e marmi risalenti al II e III secolo d.C., il sito possiede quello che molto probabilmente è il più rilevante complesso termale di Napoli.

Crypta Neapolitana

Ubicata all’interno del parco Vergiliano a Piedigrotta, la crypta sostanzialmente è una galleria scavata nel tufo lunga 711 metri e che rientrava in un piano di lavori dei romani che intesero realizzare in quel periodo diverse infrastrutture militari. Dopo la caduta dell’impero, la galleria non andò in disuso ma fu utilizzata per fini civili in quanto riusciva a collegare agevolmente due zone della città molto distanti tra loro, Mergellina con Fuorigrotta. La galleria subì nei secoli successivi dei lavori di adeguamento che iniziarono nel XV secolo sotto il dominio di Alfonso V d’Aragona e perdurarono fino al regno di Giuseppe Bonaparte quando fece installare all’interno lampade ad olio. Molte sono le leggende che ruotano attorno alla crypta neapolitana, su tutte quella che vuole che sia stato il poeta latino Virgilio, sepolto nei pressi dell’ingresso orientale della galleria, a scavarla.

Decumani di Napoli

Costituiscono le vie più importanti del centro antico di Neapolis. Anche se vengono consuetudinariamente chiamate col termine istituito dai romani decumano. Le suddette vie, che tagliano da ovest a est la città, sono parallele tra loro e sono, da nord a sud. Le stesse vengono tagliate perpendicolarmente da un numero di cardini che sono stimabili ad un numero variabile che va dai venti ai ventiquattro vicoli. L’intero impianto stradale conserva oggi un numero importante di monumenti, chiese, e siti archeologici, ed inoltre custodisce il cuore del centro storico di Napoli.

La Galleria Borbonica

Complesso di cunicoli ed ambienti scavati nel sottosuolo della città, il sottosuolo di Napoli, rappresenta molto probabilmente il sito archeologico più vasto di Napoli pari al 60% della città sorta in superficie. Risalente all’epoca greca, quando vennero scavati i terreni per estrarre il tufo, la struttura ha poi subito le influenze delle epoche successive diventando prima un acquedotto durante il periodo romano, poi un rifugio per i cittadini napoletani durante la seconda guerra mondiale. Sotto quest’ultimo aspetto, risultano molto suggestive infatti le incisioni ed i graffiti dei rifugiati che testimoniavano quotidianamente ciò che accadeva sopra il livello della strada.

Parco archeologico di Posillipo

Il parco si trova sulla collina di Posillipo, fuori dal nucleo antico della città. Offre la possibilità di visitare diversi frammenti archeologici di epoca romana, nonché importanti siti, come: il teatro Odeon, la villa imperiale di Pausylipon, il parco sommerso di Gaiola, il palazzo degli Spiriti e la grotta di Seiano

Scavi di San Lorenzo Maggiore

Ubicati sotto il complesso di san Lorenzo Maggiore, gli scavi mostrano i resti del lato commerciale che si sviluppava in quell’area dell’antica agorà greca, corrispondente all’attuale piazza San Gaetano. Il sito, risale al IV secolo a.C. con alcuni innesti del periodo imperiale, è in effetti di recente costituzione essendo i lavori di scavo attuati negli anni ’80 e terminati solo agli inizi di quelli ’90.

Area archeologica di Ercolano

Ritenuto uno dei siti archeologici più famosi al mondo si tratta di un centro abitato distrutto dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. L’antica Ercolano risentì così ampiamente dell’influsso di Neapolis che può essere considerata un suo suburbio. Anche la pianta a scacchiera dell’insediamento ricalca fedelmente, in versione ridotta, quella della vicina Neapolis. I suoi tesori e quelli provenienti da tutta l’area vesuviana sono custoditi nel MANN.

Scavi archeologici di Pompei

Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti della città di Pompei antica, presso la collina di Civita, alle porte della moderna Pompei, seppellita sotto una coltre di ceneri e lapilli durante l’eruzione del Vesuvio del 79, insieme a Ercolano, Stabia e Oplonti.

I ritrovamenti a seguito degli scavi, iniziati per volere di Carlo III di Borbone, sono una delle migliori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell’epoca.

Il sito di Pompei, nel 2016, ha superato i tre milioni di visitatori, risultando il terzo sito museale statale più visitato in Italia dopo il Pantheon e il circuito archeologico del Colosseo, Foro Romano e Palatino.

Parco Archeologico di Paestum e Velia

Il Parco Archeologico di Paestum e Velia è un istituto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali dotato di autonomia speciale, iscritto dal 1998 nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

Il Parco ha competenza territoriale sul museo e sull’area archeologica di Paestum, sul Museo narrante di Hera Argiva alla foce del Sele, sull’area dell’ex stabilimento della Cirio, sulle mura di cinta e sulle altre aree archeologiche conferite.

Orari

Dal lunedì alla domenica, dalle ore 9:00 alle 19:30 (ultimo ingresso 18:45): prenotazione consigliata, ma non obbligatoria;

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