Traffico rifiuti verso la Turchia, senatore Ruotolo : “Appoggiamo la battaglia di Legambiente, intervenga il ministro”

“Quali iniziative intende adottare per innalzare il livello dei controlli riguardo le spedizioni transfrontaliere dell’export dei rifiuti per impedire quella che sembra una ‘pratica’ molto in uso del cambio dei codici che identificano i carichi in viaggio”.

Lo ha chiesto in una interrogazione il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) rivolta al ministro della Transizione ecologica e sottoscritta dai senatori di Leu Loredana De Petris e Vasco Errani. “Facciamo nostre le preoccupazioni dell’associazione ambientalista LEGAMBIENTE CAMPANIA, da anni impegnata in numerose campagne di sensibilizzazione sul fenomeno dell’illecito traffico internazionale di rifiuti riguardo la vicenda cominciata nell’autunno del 2019 dell’invio complessivo di 120mila tonnellate di rifiuti ‘non pericolosi’ in Tunisia da parte di un’azienda con sede a Polla in provincia di Salerno.

Una volta ottenute le autorizzazioni, una prima parte del carico, circa 212 container di rifiuti, partiti dal porto di Salerno sono giunti al porto di Sousse. Nel corso di una ispezione dell’agenzia delle dogane tunisine i rifiuti sono stati bloccati perchè difformi rispetto alla documentazione d’accompagnamento” – scrivono i senatori nell’interrogazione.

“I container sono finiti sotto sequestro preventivo dalle autorità giudiziaria tunisine e giacciono da più di otto mesi nel porto di Sousse con un costo di 26 mila euro al giorno, per una cifra complessiva che ammonterebbe ormai a circa sette milioni di euro – sottolineano i parlamentari – i container non conterrebbero rifiuti plastici, ma altri scarti di ogni tipo e quindi apparterrebbero ad un’altra categoria con codici diversi da quelli dichiarati ovvero destinati allo smaltimento in discarica o all’incenerimento, dunque, non idonei all’esportazione tra paesi UE ed extra UE, secondo la convenzione di Basilea e di Bamako, le cui norme dispongono che i movimenti transfrontalieri sono possibili solo ove il rifiuto sia effettivamente destinato al riciclo”.

“Chiediamo al ministro se ritiene in generale e in particolare d’innalzare il livello qualitativo dei controlli e agire in modo preventivo affinchè non avvengono traffici illeciti nell’export dei rifiuti” – concludono i senatori -.

“Quali iniziative intende adottare per innalzare il livello dei controlli riguardo le spedizioni transfrontaliere dell’export dei rifiuti per impedire quella che sembra una ‘pratica’ molto in uso del cambio dei codici che identificano i carichi in viaggio”.

Lo ha chiesto in una interrogazione il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) rivolta al ministro della Transizione ecologica e sottoscritta dai senatori di Leu Loredana De Petris e Vasco Errani. “Facciamo nostre le preoccupazioni dell’associazione ambientalista LEGAMBIENTE CAMPANIA, da anni impegnata in numerose campagne di sensibilizzazione sul fenomeno dell’illecito traffico internazionale di rifiuti riguardo la vicenda cominciata nell’autunno del 2019 dell’invio complessivo di 120mila tonnellate di rifiuti ‘non pericolosi’ in Tunisia da parte di un’azienda con sede a Polla in provincia di Salerno.

Una volta ottenute le autorizzazioni, una prima parte del carico, circa 212 container di rifiuti, partiti dal porto di Salerno sono giunti al porto di Sousse. Nel corso di una ispezione dell’agenzia delle dogane tunisine i rifiuti sono stati bloccati perchè difformi rispetto alla documentazione d’accompagnamento” – scrivono i senatori nell’interrogazione.

“I container sono finiti sotto sequestro preventivo dalle autorità giudiziaria tunisine e giacciono da più di otto mesi nel porto di Sousse con un costo di 26 mila euro al giorno, per una cifra complessiva che ammonterebbe ormai a circa sette milioni di euro – sottolineano i parlamentari – i container non conterrebbero rifiuti plastici, ma altri scarti di ogni tipo e quindi apparterrebbero ad un’altra categoria con codici diversi da quelli dichiarati ovvero destinati allo smaltimento in discarica o all’incenerimento, dunque, non idonei all’esportazione tra paesi UE ed extra UE, secondo la convenzione di Basilea e di Bamako, le cui norme dispongono che i movimenti transfrontalieri sono possibili solo ove il rifiuto sia effettivamente destinato al riciclo”.

“Chiediamo al ministro se ritiene in generale e in particolare d’innalzare il livello qualitativo dei controlli e agire in modo preventivo affinchè non avvengono traffici illeciti nell’export dei rifiuti” – concludono i senatori -.

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