Netflix e La Regina degli Scacchi denunciati per sessismo dalla leggenda degli scacchi sovietica

La campionessa degli scacchi, Nona Gaprindashvili, ha citato in giudizio per diffamazione ‘La regina degli Scacchi’ e il servizio streaming per 5 milioni di dollari

Problemi per la Regina degli Scacchi e Netflix a pochi giorni dalla 73° edizione degli Emmy Awards. Secondo quanto riportato da alcuni siti statunitensi (DeadLine), la leggenda degli scacchi sovietica, Nona Gaprindashvili, ha citato in giudizio per diffamazione il servizio streaming per 5 milioni di dollari a causa di una battuta pronunciata nella serie dalla protagonista Anya Taylor-Joy. La campionessa fa riferimento a una frase inserita nel finale di “End Game” in cui le sue vittorie e conquiste vengono paragonate a quelle di Beth Harmon, interpretata appunto da Anya Taylor-Joy. Beth è una giovane donna, un genio degli scacchi, abbandonata in un orfanotrofio del Kentucky negli anni ’50. “L’unica cosa insolita di lei, è il suo sesso, e anche questo non è unico in Russia”, afferma il commentatore durante una partita di Beth a Mosca. “C’è Nina Gaprindashvili, ma è la campionessa mondiale femminile e non ha mai affrontato uomini”. Da qui, la causa per diffamazione: “Gaprindashvili è una pioniera degli scacchi femminili e un’icona molto amata nel suo paese natale, la Georgia. Durante la sua straordinaria carriera, ha vinto molti campionati, ha battuto alcuni dei migliori giocatori di scacchi maschi ed è stata la prima donna nella storia a raggiungere lo status di grande maestro internazionale degli scacchi tra gli uomini”. La Regina degli Scacchi è approdata su Netflix il 23 ottobre scorso. La serie è pronta per la serata degli Emmy Awards come una delle favorite, ma la causa per diffamazione potrebbe cambiare le carte in tavola.

L’accusa che Gaprindashvili ‘non abbia mai affrontato uomini’ è manifestamente falsa, oltre ad essere grossolanamente sessista e sminuente“, è quanto riporta la denuncia di 25 pagine di Nona Gaprindashvili. “Nel 1968, l’anno in cui è ambientato questo episodio, aveva gareggiato contro almeno 59 giocatori di scacchi maschi (28 dei quali contemporaneamente in una partita), inclusi almeno dieci Grandi Maestri di quel tempo, tra cui Dragolyub Velimirovich, Svetozar Gligoric, Paul Keres, Bojan Kurajica, Boris Spassky, Viswanathan Anand e Mikhail Tal. Gli ultimi tre sono stati anche campioni del mondo durante la loro carriera”.

E ancora: “Netflix ha mentito sfacciatamente e deliberatamente sui successi di Gaprindashvili con lo scopo a buon mercato e cinico di ‘aumentare il dramma’ facendo sembrare che il suo eroe immaginario fosse riuscito a fare ciò che nessun’altra donna, inclusa Gaprindashvili, aveva fatto. Così, in una storia che avrebbe dovuto ispirare le donne mostrando una giovane donna che gareggia con gli uomini ai massimi livelli degli scacchi mondiali, Netflix ha umiliato l’unica vera donna che aveva affrontato e sconfitto gli uomini sulla scena mondiale nello stesso era.” La risposta di Netflix è arrivata poco dopo attraverso un portavoce: “Netflix ha solo il massimo rispetto per la signora Gaprindashvili e la sua illustre carriera, ma crediamo che questa affermazione non abbia alcun merito e difenderà vigorosamente il caso”.

La campionessa degli scacchi, Nona Gaprindashvili, ha citato in giudizio per diffamazione ‘La regina degli Scacchi’ e il servizio streaming per 5 milioni di dollari

Problemi per la Regina degli Scacchi e Netflix a pochi giorni dalla 73° edizione degli Emmy Awards. Secondo quanto riportato da alcuni siti statunitensi (DeadLine), la leggenda degli scacchi sovietica, Nona Gaprindashvili, ha citato in giudizio per diffamazione il servizio streaming per 5 milioni di dollari a causa di una battuta pronunciata nella serie dalla protagonista Anya Taylor-Joy. La campionessa fa riferimento a una frase inserita nel finale di “End Game” in cui le sue vittorie e conquiste vengono paragonate a quelle di Beth Harmon, interpretata appunto da Anya Taylor-Joy. Beth è una giovane donna, un genio degli scacchi, abbandonata in un orfanotrofio del Kentucky negli anni ’50. “L’unica cosa insolita di lei, è il suo sesso, e anche questo non è unico in Russia”, afferma il commentatore durante una partita di Beth a Mosca. “C’è Nina Gaprindashvili, ma è la campionessa mondiale femminile e non ha mai affrontato uomini”. Da qui, la causa per diffamazione: “Gaprindashvili è una pioniera degli scacchi femminili e un’icona molto amata nel suo paese natale, la Georgia. Durante la sua straordinaria carriera, ha vinto molti campionati, ha battuto alcuni dei migliori giocatori di scacchi maschi ed è stata la prima donna nella storia a raggiungere lo status di grande maestro internazionale degli scacchi tra gli uomini”. La Regina degli Scacchi è approdata su Netflix il 23 ottobre scorso. La serie è pronta per la serata degli Emmy Awards come una delle favorite, ma la causa per diffamazione potrebbe cambiare le carte in tavola.

L’accusa che Gaprindashvili ‘non abbia mai affrontato uomini’ è manifestamente falsa, oltre ad essere grossolanamente sessista e sminuente“, è quanto riporta la denuncia di 25 pagine di Nona Gaprindashvili. “Nel 1968, l’anno in cui è ambientato questo episodio, aveva gareggiato contro almeno 59 giocatori di scacchi maschi (28 dei quali contemporaneamente in una partita), inclusi almeno dieci Grandi Maestri di quel tempo, tra cui Dragolyub Velimirovich, Svetozar Gligoric, Paul Keres, Bojan Kurajica, Boris Spassky, Viswanathan Anand e Mikhail Tal. Gli ultimi tre sono stati anche campioni del mondo durante la loro carriera”.

E ancora: “Netflix ha mentito sfacciatamente e deliberatamente sui successi di Gaprindashvili con lo scopo a buon mercato e cinico di ‘aumentare il dramma’ facendo sembrare che il suo eroe immaginario fosse riuscito a fare ciò che nessun’altra donna, inclusa Gaprindashvili, aveva fatto. Così, in una storia che avrebbe dovuto ispirare le donne mostrando una giovane donna che gareggia con gli uomini ai massimi livelli degli scacchi mondiali, Netflix ha umiliato l’unica vera donna che aveva affrontato e sconfitto gli uomini sulla scena mondiale nello stesso era.” La risposta di Netflix è arrivata poco dopo attraverso un portavoce: “Netflix ha solo il massimo rispetto per la signora Gaprindashvili e la sua illustre carriera, ma crediamo che questa affermazione non abbia alcun merito e difenderà vigorosamente il caso”.

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