La serie tv “Svegliati Amore Mio” con Sabrina Ferilli

Simona Izzo e Ricky Tognazzi, ideatori, autori e registi della fiction Svegliati amore mio, hanno individuato in Sabrina Ferilli la ‘madre coraggio’ alla quale affidare il ruolo principale.

La serie tv, in onda su Canale 5 in prima serata è stata divisa in tre episodi molto emozionanti. Gli spettatori apprezzeranno senz’altro le scene commoventi. Questo lavoro arriva subito dopo il grande successo de La vita promessa e L’amore strappato, interpretato sempre dall’attrice Sabrina Ferilli ideati e diretti egregiamente sempre dalla coppia Izzo-Tognazzi.

Trama

La miniserie narra la storia di Nanà, la cui vita cambia per sempre quando sua figlia Sara si ammala improvvisamente di leucemia. La scoperta di altri casi simili le fa intuire che la causa risiede nelle polveri sottili emesse dalla Ghisal, un’acciaieria dove suo marito Sergio lavora da vent’anni. Affiancata in particolare dalla dottoressa Manuela e dal giornalista Stefano, Nanà si batte affinché la verità venga a galla, coinvolgendo prima le altre madri e poi tutta la comunità. Le vicende narrate traggono spunto da una storia vera.

Prima puntata

Porto Sant’Ignazio, giugno 2002. La dodicenne Sara ha un malore durante una gara di nuoto, a seguito del quale sviene ed entra in coma, venendo ricoverata in terapia intensiva. Nanà, madre di Sara, legge il diario della figlia e scopre che una sua amica, Brigida, è stata male; parlando direttamente con Maddalena, la madre di Brigida, che abita vicino alla Ghisal Acciai (l’acciaieria dove Sergio, marito di Nanà, lavora da vent’anni), Nanà scopre che la bambina è morta in sei mesi a causa di un linfoma.

Sara si risveglia, ma gli accertamenti rivelano che soffre di leucemia e che deve essere sottoposta alla chemioterapia; nel frattempo Sara fa amicizia con Lorenzo, figlio di Luisa, che soffre di linfoma al sangue. Nanà scopre che al Ferraccio, il quartiere dove si trova l’acciaieria, sono morti numerosi bambini. Ettore Tagliabue, il direttore senza scrupoli dell’acciaieria, assegna il posto di nuovo capo-servizio della manutenzione a Domenico Giuliani, un vecchio amico di Nanà e Sergio che per diverso tempo ha lavorato in Polonia. Sergio, che necessita di un aumento di stipendio e al quale originariamente era destinato il posto, rimane deluso dal comportamento egoista di Domenico. Nanà rinfaccia a Domenico il tradimento sia nei confronti dell’amico che nei confronti di lei stessa, al tempo in cui erano fidanzati.

Nanà invita a cena la dottoressa Manuela Placido, che le mostra tutte le diagnosi dei suoi pazienti, sia morti che sopravvissuti: quasi tutti abitavano al Ferraccio, quartiere fatto costruire appositamente dalla Ghisal per gli operai. All’inizio sembrava una cosa buona, ma è troppo vicino all’acciaieria, che emette polveri rossastre di ferro ricche di diossina (sette chili per ogni abitante all’anno) che si insinua nei polmoni delle persone: è per questo che Manuela aveva aperto lì un ambulatorio che è stato fatto chiudere da Paolo Torelli, il direttore sanitario dell’ospedale Santa Lucia, che è anche il suo ex marito. Manuela non ha denunciato perché necessitava di prove come testimonianze dei malati e dei parenti: le mamme dei pazienti hanno paura che denunciando il fatto i loro mariti verranno licenziati, e quindi preferiscono tacere. Il mattino seguente, Sergio scopre le cartelle e rimane sconvolto all’idea che la figlia possa essersi ammalata a causa del suo lavoro. Successivamente, Sergio e il giovane collega Emilio rischiano la vita nel tentativo di salvare l’altoforno della Ghisal per evitare un disastro ambientale a causa di un’imprudenza di Domenico.

Seconda puntata

Dopo l’incidente all’altoforno 5, Domenico viene sostituito da Sergio e licenziato da Tagliabue, il quale incarica il suo autista Pietro di dare una lezione all’uomo dopo la dura discussione intercorsa tra i due. Una sera Domenico, giunto nei pressi del faro dove nelle vicinanze si trova per caso anche Sergio, dopo aver accettato il fatto che Nanà lo detesta e dopo essersi ubriacato, viene avvicinato da un uomo che sembra conoscere, e la mattina seguente viene trovato il suo cadavere. Il commissario Caputo inizia ad indagare e ascolta Nanà e Sergio, sospettando di quest’ultimo.

Intanto il giornalista Stefano Roversi (il quale aveva ricevuto una breve chiamata da Domenico poco prima della sua morte) viene allontanato dal giornale per cui lavora dopo aver accusato il direttore Giannuzzo di essere al soldo della Ghisal, e inizia a indagare con Nanà sui casi dei bambini che si sono ammalati al Ferraccio. Giannuzzo informa Tagliabue del coinvolgimento nell’inchiesta della dottoressa Placido, e a sua volta Tagliabue informa Torelli (del quale finanzia l’ospedale). Nanà e Stefano incontrano enormi difficoltà nel condurre l’inchiesta, dato il rifiuto di parlare sia dei malati che dei loro parenti; anche il parroco don Luigi si mostra restio a parlarne ai fedeli durante la messa.

Sara, uscita dal Santa Lucia per recuperare una piantina insieme a Lorenzo, sviene sotto la pioggia.

Sabrina Ferilli ha commentato la fiction: “Cerchiamo di fare rumore su una vicenda contemporanea, che interessa tante comunità che vivono e respirano l’inquinamento causato dalle acciaierie. Le polveri incidono sulla salute delle persone, soprattutto dei più piccoli: è evidente e dimostrabile. Questa storia accende una luce su una situazione complessa, con la straziante problematica di dover scegliere tra salute e lavoro.”

Ora non resta che attendere la terza e ultima puntata della miniserie che andrà in onda  mercoledì 7 aprile alle ore 21:20 su Canale 5.

Simona Izzo e Ricky Tognazzi, ideatori, autori e registi della fiction Svegliati amore mio, hanno individuato in Sabrina Ferilli la ‘madre coraggio’ alla quale affidare il ruolo principale.

La serie tv, in onda su Canale 5 in prima serata è stata divisa in tre episodi molto emozionanti. Gli spettatori apprezzeranno senz’altro le scene commoventi. Questo lavoro arriva subito dopo il grande successo de La vita promessa e L’amore strappato, interpretato sempre dall’attrice Sabrina Ferilli ideati e diretti egregiamente sempre dalla coppia Izzo-Tognazzi.

Trama

La miniserie narra la storia di Nanà, la cui vita cambia per sempre quando sua figlia Sara si ammala improvvisamente di leucemia. La scoperta di altri casi simili le fa intuire che la causa risiede nelle polveri sottili emesse dalla Ghisal, un’acciaieria dove suo marito Sergio lavora da vent’anni. Affiancata in particolare dalla dottoressa Manuela e dal giornalista Stefano, Nanà si batte affinché la verità venga a galla, coinvolgendo prima le altre madri e poi tutta la comunità. Le vicende narrate traggono spunto da una storia vera.

Prima puntata

Porto Sant’Ignazio, giugno 2002. La dodicenne Sara ha un malore durante una gara di nuoto, a seguito del quale sviene ed entra in coma, venendo ricoverata in terapia intensiva. Nanà, madre di Sara, legge il diario della figlia e scopre che una sua amica, Brigida, è stata male; parlando direttamente con Maddalena, la madre di Brigida, che abita vicino alla Ghisal Acciai (l’acciaieria dove Sergio, marito di Nanà, lavora da vent’anni), Nanà scopre che la bambina è morta in sei mesi a causa di un linfoma.

Sara si risveglia, ma gli accertamenti rivelano che soffre di leucemia e che deve essere sottoposta alla chemioterapia; nel frattempo Sara fa amicizia con Lorenzo, figlio di Luisa, che soffre di linfoma al sangue. Nanà scopre che al Ferraccio, il quartiere dove si trova l’acciaieria, sono morti numerosi bambini. Ettore Tagliabue, il direttore senza scrupoli dell’acciaieria, assegna il posto di nuovo capo-servizio della manutenzione a Domenico Giuliani, un vecchio amico di Nanà e Sergio che per diverso tempo ha lavorato in Polonia. Sergio, che necessita di un aumento di stipendio e al quale originariamente era destinato il posto, rimane deluso dal comportamento egoista di Domenico. Nanà rinfaccia a Domenico il tradimento sia nei confronti dell’amico che nei confronti di lei stessa, al tempo in cui erano fidanzati.

Nanà invita a cena la dottoressa Manuela Placido, che le mostra tutte le diagnosi dei suoi pazienti, sia morti che sopravvissuti: quasi tutti abitavano al Ferraccio, quartiere fatto costruire appositamente dalla Ghisal per gli operai. All’inizio sembrava una cosa buona, ma è troppo vicino all’acciaieria, che emette polveri rossastre di ferro ricche di diossina (sette chili per ogni abitante all’anno) che si insinua nei polmoni delle persone: è per questo che Manuela aveva aperto lì un ambulatorio che è stato fatto chiudere da Paolo Torelli, il direttore sanitario dell’ospedale Santa Lucia, che è anche il suo ex marito. Manuela non ha denunciato perché necessitava di prove come testimonianze dei malati e dei parenti: le mamme dei pazienti hanno paura che denunciando il fatto i loro mariti verranno licenziati, e quindi preferiscono tacere. Il mattino seguente, Sergio scopre le cartelle e rimane sconvolto all’idea che la figlia possa essersi ammalata a causa del suo lavoro. Successivamente, Sergio e il giovane collega Emilio rischiano la vita nel tentativo di salvare l’altoforno della Ghisal per evitare un disastro ambientale a causa di un’imprudenza di Domenico.

Seconda puntata

Dopo l’incidente all’altoforno 5, Domenico viene sostituito da Sergio e licenziato da Tagliabue, il quale incarica il suo autista Pietro di dare una lezione all’uomo dopo la dura discussione intercorsa tra i due. Una sera Domenico, giunto nei pressi del faro dove nelle vicinanze si trova per caso anche Sergio, dopo aver accettato il fatto che Nanà lo detesta e dopo essersi ubriacato, viene avvicinato da un uomo che sembra conoscere, e la mattina seguente viene trovato il suo cadavere. Il commissario Caputo inizia ad indagare e ascolta Nanà e Sergio, sospettando di quest’ultimo.

Intanto il giornalista Stefano Roversi (il quale aveva ricevuto una breve chiamata da Domenico poco prima della sua morte) viene allontanato dal giornale per cui lavora dopo aver accusato il direttore Giannuzzo di essere al soldo della Ghisal, e inizia a indagare con Nanà sui casi dei bambini che si sono ammalati al Ferraccio. Giannuzzo informa Tagliabue del coinvolgimento nell’inchiesta della dottoressa Placido, e a sua volta Tagliabue informa Torelli (del quale finanzia l’ospedale). Nanà e Stefano incontrano enormi difficoltà nel condurre l’inchiesta, dato il rifiuto di parlare sia dei malati che dei loro parenti; anche il parroco don Luigi si mostra restio a parlarne ai fedeli durante la messa.

Sara, uscita dal Santa Lucia per recuperare una piantina insieme a Lorenzo, sviene sotto la pioggia.

Sabrina Ferilli ha commentato la fiction: “Cerchiamo di fare rumore su una vicenda contemporanea, che interessa tante comunità che vivono e respirano l’inquinamento causato dalle acciaierie. Le polveri incidono sulla salute delle persone, soprattutto dei più piccoli: è evidente e dimostrabile. Questa storia accende una luce su una situazione complessa, con la straziante problematica di dover scegliere tra salute e lavoro.”

Ora non resta che attendere la terza e ultima puntata della miniserie che andrà in onda  mercoledì 7 aprile alle ore 21:20 su Canale 5.

Altri articoli

Articoli correlati

Ultimi articoli

The International Dota 2 – Vittoria da 18 milioni di dollari per Team Spirit

Si è conclusa ieri con la vittoria del Team Spirit il torneo The International Dota 2 Championship, che permesso hai vincitori di intascare un...

Grey’s Anatomy 18, in quanti episodi apparirà Kate Walsh?

Kate Walsh è tornata nel terzo episodio della 18esima stagione di Grey’s Anatomy andato in onda in America lo scorso giovedì. L’attrice ha indossato nuovamente...

Kate Walsh e il ritorno in Grey’s Anatomy: “E’ stato come un sogno”

Molti sono i volti a cui i fan di Grey’s Anatomy hanno dovuto dire addio nel corso delle stagioni. Tra questi, quello di Addison Montgomery,...