Calvizie giovanile: cause e rimedi

L’alopecia androgenetica, conosciuta come calvizie è una tipologia di perdita di capelli dovuta a una suscettibilità del follicolo pilifero alla miniaturizzazione dovuta a cause di tipo genetico.

Che cos’è la calvizie giovanile

Interessa il 50% degli uomini e il 20% delle donne a un certo stadio della loro vita. L’uomo tipicamente presenta una recessione dell’attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo. Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, tuttavia il complesso delle cause resta ignoto. La perdita di capelli androgenetica nell’uomo inizia sopra le tempie e al centro del cranio, anche detto calvaria.

Calvizie giovanile cause e rimedi

Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta. Questa condizione viene riferita come “corona ippocratica”, e di rado progredisce verso una calvizie completa. L’alopecia androgenica nella donna viene detta ‘calvizie femminile’, benché le sue caratteristiche possano verificarsi anche negli uomini. Causa di solito un diradamento diffuso senza recessione dell’attaccatura, e come la controparte maschile raramente porta a una perdita di capelli completa.

Cause

A oggi non è più misteriosa la causa della calvizie, anche se ancora si convive con credenze e miti difficilmente sradicabili nell’opinione di molti. È stato accertato che l’origine dell’alopecia androgenetica risiede nell’effetto degli ormoni androgeni nei bulbi dei capelli.

Per l’alopecia androgenetica la causa è il Diidrotestosterone. Esso è un metabolita biologicamente attivo dell’ormone testosterone. Esso oltre a promuovere la crescita del pelo corporeo e della barba, può influenzare negativamente la prostata e anche i capelli. Il DHT è prodotto dai maschi già nell’utero materno ed è responsabile della formazione dei caratteri del genere maschile. Il DHT contribuisce attivamente anche ad altre caratteristiche generalmente attribuite ai maschi, incluse la crescita dei peli e la profondità della voce.

Non c’è ancora l’assoluta certezza riguardo ai geni causanti l’alopecia androgenetica. La trasmissione ereditaria è comunque ovviamente molto più complessa. È stato dimostrato che la maggior parte dei geni coinvolti risiedono sul cromosoma X. Ossia quello che la madre trasmette al figlio maschio, o che madre e padre trasmettono alla figlia femmina. L’ereditarietà verso un figlio maschio è maggiore secondo il cromosoma X che la madre ha ereditato dal padre, così la maggiore trasmissione avviene dal nonno materno al proprio nipote anziché da padre a figlio.

alopecia androgenetica

Nella calvizie androgenetica vengono persi soltanto i capelli nella regione frontale perché in questa zona l’alfa 5-reduttasi è più attiva, quindi vi si concentra una maggiore quantità di DHT. Nonché per il fatto che è la parte più periferica della circolazione sanguigna del cuoio capelluto, e quindi quella che più va incontro all’atrofia dei vasi. A prescindere, è un fattore critico il nutrimento dei bulbi. Come suddetto, l’area più periferica della circolazione sanguigna è il cuoio capelluto.

Sintomi

Si assiste a un diradamento, che può essere più o meno marcato e più o meno veloce, che nell’uomo è localizzato nella zona fronto temporale e/o alla chierica, mentre nella donna è quasi sempre distribuito su tutta la parte superiore della testa. Spesso si assiste a un parallelo aumento del pelo corporeo nell’uomo. Generalmente il paziente lamenta un aumento della caduta dei capelli.

La patologia è poligenica, con penetranza completa, e si manifesta negli uomini molto più che nelle donne le quali, generalmente, ne soffrono anche in età più avanzata, in quanto in genere la patologia si sviluppa dopo la menopausa

Diagnosi

Per diagnosticare questa patologia si utilizzano:

  • stress test: in cui si valuta la caduta indotta da tiraggio
  • tricogramma
  • dermatoscopia:
  • test di laboratorio per diagnosi differenziale con altre patologie (vedi TSH;T3;T4;DHT;GH; IGF-1)
  • sebometria;
  • esami del sangue, mineralogramma, che consentano di scoprire se il cattivo stato della nostra capigliatura dipende da carenza specifica (es: di ferro, zinco, selenio, ecc.).

Terapia

La calvizie può essere affrontata sia per via farmacologica che per via chirurgica.

Farmacologica

Esistono diversi farmaci che consentono di rallentare, bloccare e nei soggetti buoni risponditori addirittura invertire (almeno per qualche anno) il processo di miniaturizzazione dei capelli causato dalla androgenetica.

Il farmaco più importante è la finasteride: un farmaco (approvato per il trattamento dell’alopecia androgenetica maschile dalla FDA statunitense nel 1997) inibitore della 5 alfa reduttasi di tipo II, prescritto in quantità di 1 mg/dì. La terapia va continuata per tutta la vita poiché dopo alcuni mesi dalla sospensione i capelli torneranno a cadere e un’eventuale ripresa della terapia non porta agli stessi benefici.

Un altro farmaco utilizzato è il minoxidil: una sostanza utilizzata anche per la cura dell’ipertensione. Viene usato sul bulbo pilifero e agisce da stimolante. Oltre il 70 per cento dei pazienti ottiene risultati estetici positivi in vario grado, dal mantenimento alla ricrescita. L’uso è prolungato nel tempo perché una sua sospensione riporta i capelli a uno stadio preterapia.

In alcuni studi è stato visto che nelle donne l’assunzione sottocutanea di testosterone migliora la crescita dei capelli, probabilmente perché stimola i processi anabolici come la crescita dei capelli.

Rimedi naturali

La caffeina si è rivelata in vitro uno stimolante della crescita capillare e antagonista dell’alopecia, tramite la stimolazione del testosterone e dell’enzima P450-aromatasi-Uno degli ultimi effetti della caffeina nell’organismo è il deposito nel cuoio capelluto: soltanto dopo l’equivalente di 60 tazze di caffè, questa sostanza inizierebbe ad arrivare nei capelli e indurre qualche effetto. Inevitabilmente, la caffeina viene introdotta con prodotti a uso topico che, specialmente per gli shampoo, presentano il problema di uno scarso assorbimento della caffeina nel cuoio capelluto, insufficiente anche solo per iniziare un’azione di contrasto dell’alopecia. Un rimedio possono essere impacchi lasciati a contatto coi capelli per un adeguato periodo di tempo).

Alcuni oli vegetali e impacchi a base di ingredienti naturali rappresentano degli ottimi rimedi naturali contro la caduta dei capelli.

Per esempio, un impacco a base di acqua e semi di fieno greco tritati sulle aree interessate un paio di volte a settimana può aiutare a rinforzare i capelli grazie all’azione della lecitina.

Applicare qualche goccia di olio di sesamo sul cuoio capelluto attraverso un massaggio è sufficiente a nutrire il cuoio capelluto e a rinforzare i capelli. Si può fare lo stesso con l’olio di oliva e l’olio di mandorle.

E ancora, creare un composto con cannella in polvere, olio EVO e miele, applicarlo nelle aree interessate e lasciarlo in posa per mezz’ora aiuta la microcircolazione. Anche ricavare la polpa di avocado, ridurla in purea e applicarla sui capelli a mo’ di impacco per mezz’ora rappresenta un ottimo metodo per rinforzare i capelli.

Terapia Chirurgica

Alternativa o complementare alla terapia medica è quella chirurgica, cioè l’autotrapianto di capelli. L’intervento, se effettuato da chirurghi competenti, aggiornati sempre sulle nuove tecniche, con un’esperienza provata e con alle spalle diversi interventi chirurgici, dà quasi sempre ottimi risultati (in base anche allo stato di partenza, al diametro dei capelli del paziente, ecc.) in quanto vengono utilizzati capelli della regione parietale e occipitale, non soggetti a miniaturizzazione poiché resistenti all’azione degli ormoni androgeni.

La tecnica consiste nel “taglio” di una striscia di capelli, che sono poi ritagliate in parti molto più piccole e impiantate nella zona soggetta a calvizie. La tecnica dell’autotrapianto ha avuto significativi progressi negli ultimi 50 anni. La dimensione delle regioni impiantate sono diventate sempre più piccole, fino a raggiungere il singolo capello.

L’alopecia androgenetica, conosciuta come calvizie è una tipologia di perdita di capelli dovuta a una suscettibilità del follicolo pilifero alla miniaturizzazione dovuta a cause di tipo genetico.

Che cos’è la calvizie giovanile

Interessa il 50% degli uomini e il 20% delle donne a un certo stadio della loro vita. L’uomo tipicamente presenta una recessione dell’attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo. Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, tuttavia il complesso delle cause resta ignoto. La perdita di capelli androgenetica nell’uomo inizia sopra le tempie e al centro del cranio, anche detto calvaria.

Calvizie giovanile cause e rimedi

Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta. Questa condizione viene riferita come “corona ippocratica”, e di rado progredisce verso una calvizie completa. L’alopecia androgenica nella donna viene detta ‘calvizie femminile’, benché le sue caratteristiche possano verificarsi anche negli uomini. Causa di solito un diradamento diffuso senza recessione dell’attaccatura, e come la controparte maschile raramente porta a una perdita di capelli completa.

Cause

A oggi non è più misteriosa la causa della calvizie, anche se ancora si convive con credenze e miti difficilmente sradicabili nell’opinione di molti. È stato accertato che l’origine dell’alopecia androgenetica risiede nell’effetto degli ormoni androgeni nei bulbi dei capelli.

Per l’alopecia androgenetica la causa è il Diidrotestosterone. Esso è un metabolita biologicamente attivo dell’ormone testosterone. Esso oltre a promuovere la crescita del pelo corporeo e della barba, può influenzare negativamente la prostata e anche i capelli. Il DHT è prodotto dai maschi già nell’utero materno ed è responsabile della formazione dei caratteri del genere maschile. Il DHT contribuisce attivamente anche ad altre caratteristiche generalmente attribuite ai maschi, incluse la crescita dei peli e la profondità della voce.

Non c’è ancora l’assoluta certezza riguardo ai geni causanti l’alopecia androgenetica. La trasmissione ereditaria è comunque ovviamente molto più complessa. È stato dimostrato che la maggior parte dei geni coinvolti risiedono sul cromosoma X. Ossia quello che la madre trasmette al figlio maschio, o che madre e padre trasmettono alla figlia femmina. L’ereditarietà verso un figlio maschio è maggiore secondo il cromosoma X che la madre ha ereditato dal padre, così la maggiore trasmissione avviene dal nonno materno al proprio nipote anziché da padre a figlio.

alopecia androgenetica

Nella calvizie androgenetica vengono persi soltanto i capelli nella regione frontale perché in questa zona l’alfa 5-reduttasi è più attiva, quindi vi si concentra una maggiore quantità di DHT. Nonché per il fatto che è la parte più periferica della circolazione sanguigna del cuoio capelluto, e quindi quella che più va incontro all’atrofia dei vasi. A prescindere, è un fattore critico il nutrimento dei bulbi. Come suddetto, l’area più periferica della circolazione sanguigna è il cuoio capelluto.

Sintomi

Si assiste a un diradamento, che può essere più o meno marcato e più o meno veloce, che nell’uomo è localizzato nella zona fronto temporale e/o alla chierica, mentre nella donna è quasi sempre distribuito su tutta la parte superiore della testa. Spesso si assiste a un parallelo aumento del pelo corporeo nell’uomo. Generalmente il paziente lamenta un aumento della caduta dei capelli.

La patologia è poligenica, con penetranza completa, e si manifesta negli uomini molto più che nelle donne le quali, generalmente, ne soffrono anche in età più avanzata, in quanto in genere la patologia si sviluppa dopo la menopausa

Diagnosi

Per diagnosticare questa patologia si utilizzano:

  • stress test: in cui si valuta la caduta indotta da tiraggio
  • tricogramma
  • dermatoscopia:
  • test di laboratorio per diagnosi differenziale con altre patologie (vedi TSH;T3;T4;DHT;GH; IGF-1)
  • sebometria;
  • esami del sangue, mineralogramma, che consentano di scoprire se il cattivo stato della nostra capigliatura dipende da carenza specifica (es: di ferro, zinco, selenio, ecc.).

Terapia

La calvizie può essere affrontata sia per via farmacologica che per via chirurgica.

Farmacologica

Esistono diversi farmaci che consentono di rallentare, bloccare e nei soggetti buoni risponditori addirittura invertire (almeno per qualche anno) il processo di miniaturizzazione dei capelli causato dalla androgenetica.

Il farmaco più importante è la finasteride: un farmaco (approvato per il trattamento dell’alopecia androgenetica maschile dalla FDA statunitense nel 1997) inibitore della 5 alfa reduttasi di tipo II, prescritto in quantità di 1 mg/dì. La terapia va continuata per tutta la vita poiché dopo alcuni mesi dalla sospensione i capelli torneranno a cadere e un’eventuale ripresa della terapia non porta agli stessi benefici.

Un altro farmaco utilizzato è il minoxidil: una sostanza utilizzata anche per la cura dell’ipertensione. Viene usato sul bulbo pilifero e agisce da stimolante. Oltre il 70 per cento dei pazienti ottiene risultati estetici positivi in vario grado, dal mantenimento alla ricrescita. L’uso è prolungato nel tempo perché una sua sospensione riporta i capelli a uno stadio preterapia.

In alcuni studi è stato visto che nelle donne l’assunzione sottocutanea di testosterone migliora la crescita dei capelli, probabilmente perché stimola i processi anabolici come la crescita dei capelli.

Rimedi naturali

La caffeina si è rivelata in vitro uno stimolante della crescita capillare e antagonista dell’alopecia, tramite la stimolazione del testosterone e dell’enzima P450-aromatasi-Uno degli ultimi effetti della caffeina nell’organismo è il deposito nel cuoio capelluto: soltanto dopo l’equivalente di 60 tazze di caffè, questa sostanza inizierebbe ad arrivare nei capelli e indurre qualche effetto. Inevitabilmente, la caffeina viene introdotta con prodotti a uso topico che, specialmente per gli shampoo, presentano il problema di uno scarso assorbimento della caffeina nel cuoio capelluto, insufficiente anche solo per iniziare un’azione di contrasto dell’alopecia. Un rimedio possono essere impacchi lasciati a contatto coi capelli per un adeguato periodo di tempo).

Alcuni oli vegetali e impacchi a base di ingredienti naturali rappresentano degli ottimi rimedi naturali contro la caduta dei capelli.

Per esempio, un impacco a base di acqua e semi di fieno greco tritati sulle aree interessate un paio di volte a settimana può aiutare a rinforzare i capelli grazie all’azione della lecitina.

Applicare qualche goccia di olio di sesamo sul cuoio capelluto attraverso un massaggio è sufficiente a nutrire il cuoio capelluto e a rinforzare i capelli. Si può fare lo stesso con l’olio di oliva e l’olio di mandorle.

E ancora, creare un composto con cannella in polvere, olio EVO e miele, applicarlo nelle aree interessate e lasciarlo in posa per mezz’ora aiuta la microcircolazione. Anche ricavare la polpa di avocado, ridurla in purea e applicarla sui capelli a mo’ di impacco per mezz’ora rappresenta un ottimo metodo per rinforzare i capelli.

Terapia Chirurgica

Alternativa o complementare alla terapia medica è quella chirurgica, cioè l’autotrapianto di capelli. L’intervento, se effettuato da chirurghi competenti, aggiornati sempre sulle nuove tecniche, con un’esperienza provata e con alle spalle diversi interventi chirurgici, dà quasi sempre ottimi risultati (in base anche allo stato di partenza, al diametro dei capelli del paziente, ecc.) in quanto vengono utilizzati capelli della regione parietale e occipitale, non soggetti a miniaturizzazione poiché resistenti all’azione degli ormoni androgeni.

La tecnica consiste nel “taglio” di una striscia di capelli, che sono poi ritagliate in parti molto più piccole e impiantate nella zona soggetta a calvizie. La tecnica dell’autotrapianto ha avuto significativi progressi negli ultimi 50 anni. La dimensione delle regioni impiantate sono diventate sempre più piccole, fino a raggiungere il singolo capello.

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