Spalletti è l’uomo giusto per il Napoli“. Aurelio De Laurentiis ha parlato in conferenza stampa oggi all’Hotel St.Regis di Roma.

Il Presidente azzurro, al fianco dell’Amministratore Delegato Andrea Chiavelli e al Vice Presidente Edoardo De Laurentiis, ha illustrato le linee guida e le prospettive del Club in vista della prossima stagione a cominciare dal nuovo tecnico. “Spalletti ha sempre avuto la mia piena considerazione perché l’ho incontrato già anni fa quando lasciò la squadra russa. Prima di andare alla Roma mi venne a trovare a Via 24 maggio a Roma dicendomi che in quel momento non poteva venire”.

“Ho sempre avuto stima di lui come uomo e come tecnico perchè ha saputo gestire situazioni in contesti non semplici quali Roma e Inter in momenti particolari delle rispettive Società. Con Luciano  definiremo le mosse da fare e dove andare a operare in rosa. Ma bisognerà vedere prima il mercato in uscita per poi considerare eventuali acquisizioni. Con Spalletti ci vedremo a breve a Castelvolturno e inizieremo ad organizzare la stagione. Una certezza ce l’abbiamo: nessuno è incedibile di fronte a offerte di grande spessore”.

Sul progetto futuro:

Non ci sarà un ridimensionamento ma una presa di coscienza per rivedere il budget e tagliare le spese eccessive. Altrimenti si rischia di fallire. Se vedete in giro, molti miei colleghi hanno bilanci in rosso e molte Società non sono sane”.

“Non credo basterà vendere un giocatore, bisognerà vendere calciatori che hanno aumentato a dismisura la parte salariale che il Napoli non può pagare. Purtroppo il Covid ci ha giocati un brutto scherzo e ne abbiamo pagate le conseguenze anche per l’assenza di istituzionalità”.

“Probabilmente guardando al passato io un paio di acquisti non avrei dovuti farli, ma sono un entusiasta nella vita e da ottimista ho investito troppi soldi commettendo un errore di valutazione se considero che alcuni committenti ancora oggi non mi hanno saldato dei pagamenti”.

“Il Napoli è passato da 30 milioni di stipendi a 150 milioni in pochi anni. E’ ovvio che bisogna innanzitutto sanare questo problema. Noi spendiamo cifre che non fatturiamo e questo va risolto. Io ho sempre potuto affrontare l’aspetto economico in maniera puntuale. Il mio obiettivo è far quadrare i conti e tornare in Champions”.

Capitolo Insigne:

“Con Lorenzo non ci siamo ancora visti perché è partito per la Nazionale. Ci rivedremo alla fine dell’Europeo e ci siederemo ad un tavolo per discutere il contratto”.

Sul rapporto con Gattuso:

Non ho mai pensato di esonerare Gattuso. Anzi convocai una riunione all’Hotel Britannique con Andrea Chiavelli in cui dissi alla squadra che l’allenatore sarebbe stato Gattuso fino al termine della stagione. Successivamente era già previsto che sarebbe andato via dopo questo campionato perché la sua mission era conclusa”.

Il Presidente ha anche toccato temi di politica sportiva e istituzionale. “Questo periodo Covid ci ha condizionato ogni tipo di programmazione. I calciatori non hanno avuto un riposo dovuto, senza possibilità di un ritiro vero e un mercato vero. Draghi, che ha tutta la mia stima e la credibilità degli italiani, dovrebbe resettare l’inizio di tutti i campionati posticipandone l’avvio a una data che sia foriera di sicurezza e serenità sul piano vaccinale”

“L’Italia calcistica è sotto di un miliardo e mezzo per il Covid, ma non mi sembra che il Governo abbia aperto una porta di innovazione per sanare tutti i bilanci in rosso e trovare una soluzione adeguata.  Il calcio rappresenta una panacea e uno sfogo per milioni di italiani. Per questo prego Draghi di interessarsi al nostro mondo in maniera concreta.

– Argomento Superlega –

“Non sono mai stato a favore della Superlega. Non è facendo un super torneo a 12 squadre che si risolvono i problemi dell’economia del calcio. I problemi economici si risolvono se prendi coscienza che Champions e Europa League non servono economicamente a nessuno. Florentino Perez ha avuto il merito non di creare la Superlega, ma di sollevare questo aspetto, perché i nostri investimenti sono tali da non poter andare avanti con questi fatturati facendo un assist a chi governa il calcio”.

“Io penso che dobbiamo creare un campionato europeo più equilibrato. Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Italia: queste principali Nazioni meriterebbero di disutare un loro mega campionato. Però bisogna dare la possibilità a tutti i Club di competere, non solo ai più ricchi, ma ai primi 6 Club classificati di ogni Nazione, in modo da poter premiare la meritocrazia. Si dovrebbe parallelamente poi organizzare un campionato con tutti gli altri Stati europei in modo che i due vincitori dei due grandi tornei si sfidino in finale per assegnare il titolo. In questo modo tra sponsor, piattaforme e stadi si possono portare in cassa 10 miliardi”.

Infine una anticipazione sulle nuove maglie del Napoli:

“La mia idea innovativa è quella di autoprodurre le nostre maglie. Ci faremo noi da sponsor tecnico. Credo che a Castel di Sangro terremo una conferenza e sveleremo tutti i dettagli”

L’Amministratore Delegato Andrea Chiavelli ha espresso il suo pensiero sul futuro del calcio italiano. “La mia idea è che il futuro del calcio italiano dipenda dalle persone che lo governano. Tutto sta nella capacità di soggetti in grado di esprimere una visione collettiva e generale di come debba essere considerato il mondo del calcio, ovvero alla stregua di vere aziende. La Serie A va considerata come una industria, diversamente si farà fatica a proseguire”

Anche il Vice Presidente azzurro Edoardo De Laurentiis è intervenuto in conferenza.

“Io credo che i Presidenti e coloro che investono devono avere più potere decisionale sul futuro del calcio. Ho proposto di produrre noi le partite di calcio in maniera virtuale attraverso dispositivi mobili. Tutti mi hanno detto che era un progetto straordinario, ma nessuno ha poi dato seguito alle parole per poterlo attuare”