Per conoscere in maniera semplice e immediata le Dinastie che hanno regnato su Napoli vi consigliamo di andare in Piazza del Plebiscito

È facile meravigliarsi per la bellezza e la complessità della Storia della splendida Partenope.

Un Regno plurisecolare

Tenendo conto solo del periodo compreso tra la fine del Medioevo e l’Unità d’Italia, non dobbiamo dimenticare che Napoli è stata la capitale di un Regno che ha compreso circa metà della Penisola dal 1302 al 1861.

Chi furono i protagonisti di questa incredibile vicenda? E’ possibile abbracciare con un solo sguardo questa incredibile vicenda dello spirito umano?

Il luogo esiste e si trova sulla facciata principale del Palazzo Reale di Napoli, in Piazza del Plebiscito.

Le statue del Palazzo Reale di Napoli

Qui troviamo le statue dei fondatori delle diverse dinastie che si sono succedute in quello che è stato prima il Regno di Napoli e successivamente Regno delle Due Sicilie.

Troviamo così riprodotti, in ordine cronologico, da sinistra a destra:

Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo d’Angiò, Alfonso V d’Aragona, Carlo V d’Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele III.

Un riempitivo

Secondo i progetti originali dell’architetto svizzero Domenico Fontana, la parte inferiore del palazzo era costituita, in tutta la sua lunghezza, da archi aperti che avevano lo scopo di mostrare al popolo i propri governanti passeggiare.

Queste vere e proprie finestre aperte sul mondo dei regnanti dell’epoca furono riempite nel 1753, su disposizione del celebre architetto Luigi Vanvitelli, al fine di risolvere dei problemi strutturali che stavano comportando lo schiacciamento delle colonne.

Fu durante il Regno di Umberto I, Re d’Italia dal 9 gennaio 1878 al 29 luglio 1900, che si decise l’inserimento di queste incredibili statue per simboleggiare la continuità, nella storia del Meridione, dei Savoia e la necessità storica dell’Unità d’Italia.

L’anno era il 1888 e parteciparono alla realizzazione di queste mirabili statue i migliori artisti italiani dell’epoca.

Achille D’Orsi si occupò di Alfonso V d’Aragona;

Tommaso Solari di Carlo d’Angiò;

Raffaele Belliazzi realizzò la statua raffigurante Carlo III di Borbone;

Francesco Jerace ebbe l’onore di rappresentare Vittorio Emanuele III, primo tra i Savoia a regnare sull’Italia finalmente unita;

Emanuele Caggiano rappresentò Federico II della Casa Hohenstaufen;

Emilio Franceschi il primo sovrano normanno di Napoli, Ruggero II;

Giovanni Battista Amendola il coraggioso Gioacchino Murat.

Il curioso caso del Carlo V 

  • In questa nostra lista non è ancora comparso la statua raffigurante il primo degli Asburgo a regnare su Napoli, l’Imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V.
  • La storia della sua realizzazione è così particolare da meritare un paragrafo a parte nel nostro racconto.
  • L’opera fu realizzata da Vincenzo Gemito, scultore dal tratto artistico mirabile ma maggiormente abituato a realizzare opere di dimensioni minori.
  • La grandezza dell’opera richiesta e il soggetto storico al quale attenersi misero in gravi difficoltà l’artista partenopeo.
  • Un grave esaurimento nervoso lo colse durante i lavori e la situazione non migliorò quando il suo Carlo V fu mostrato al pubblico: non era all’altezza del genio di Gemito affermavano le persone.
  • Vincenzo Gemito non si riprese mai più dalle critiche subite: prima abitò nella casa di cura Fleuret e poi nella sua abitazione vomerese sempre in condizioni di semi follia.

Prima stranieri e poi napoletani

Tornando ai nostri antichi sovrani, possiamo tranquillamente concludere che i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi, gli Asburgo, i Borboni, i Napoleonidi e i Savoia giunsero tutti come invasori ma tutti si trasformarono, nel tempo, in veri napoletani.

Alessandro Raffone